Il valore del nome.
L'uomo, da sempre, nutre, per quanto asserisca il contrario, una certa allergia nei confronti dell'indeterminato.
Egli lo cerca nell'arte, nella poesia ad esempio, ma lo rifugge con stizza nel suo quotidiano. L'uomo per irrobustire il proprio principio individuationis necessita di fatti atomici interconnessi, di termini, di figure di riferimento chiare per formulare giudizi, dare l'assenzo alle cose.
Il pensiero greco classico incarna bene lo sgomento umano verso l'indefinito, verso il non circoscrivibile e, per tanto, verso tutto ciò che non si guadagna con la logica binaria.
Ciò che esula pesa.
E il peso dell'indeterminato inscena il processo di addomesticamento del giovane cavallo. Nella drammatica accetazione della sella, sta scritto un codice nuovo per l'animale. Lo stesso accade nell'uomo che sceglie il codice dell'acausale.
Il cavallo che accetta il peso e l'uomo che si apre all'acausale entrambi cambiano la propria visione del mondo, essa dopo il mutamento si sustanzia su altri binari.
L'uomo che sceglie l'acausale lo vedi in faccia. In lui agisce un processo che ne riscrive il proprio posto nel mondo. Questo gracile preambolo, sicuramente necessitante di ulteriori tesi a supporto, introduce la filosofia ( parolone probabilmente) che sottiene Unaussprechlichen Kulten. Cosa significa realmente Unaussprechlichen Kulten ? O come noi diciamo Un.Ku.?
Presso molte culture antiche, nel nome conviveva un doppio valore. Il nome era portatore di un significato profano e di un valore sacro. Unaussprechlichen vuol dire “innominabile”: si riferisce ad una felice formula di uno scrittore statunitense a noi caro, H.P. Lovecraft, che, come spesso accade a chi racconta storie, ha finito per illustrare molto meglio il notturno dell'universo e la possibilità umana di interfacciarsi con altri mondi, rispetto a blasonati saggi dalla firma importante. Ma unaussprechlichen conserva un' indicazione di senso ulteriore. Più profonda. Nel celebre Tractatus Logico-Philosophicus, una delle voci più taglienti della storia della filosofia del 900, Ludwig Wittengstein, definisce il termine unaussprechlichen come l'ineffabile, il mistico, ciò che respira, vivo, oltre il linguaggio. L'acausale appunto. Quindi Culti innominabili, un omaggio letterario, ma soprattutto un invito all'apertura all' indeterminato. Quell'indeterminato che ha per strumento la ricerca dell'ombra come mezzo di illuminazione.